COMUNICATO FGU-RICERCA-ANPRI 24/7/2026: Incontro al MUR con le rappresentanze sindacali
Nel corso dell’incontro del 21 luglio 2026 presso il Ministero dell’Università e della Ricerca sono stati forniti alcuni aggiornamenti riguardanti gli Enti pubblici di ricerca. FGU-DR-ANPRI ha, quindi, illustrato le proprie posizioni sulla piena attuazione del d.lgs. 218/2016 e sulla tutela ordinamentale dei Ricercatori e Tecnologi.
Dirigenti amministrativi, finanziamento ordinario, nuovo comparto per università e EPR e protocollo di intesa per gli EPR.
Il MUR ha confermato l’intenzione politica della Ministra di eliminare il limite numerico di 35 dirigenti amministrativi negli EPR vigilati dal Ministero. La modifica dovrebbe essere inserita nel testo del Decreto legge sulla P.A., tenendo conto delle conseguenti esigenze finanziarie. È stata, inoltre, prospettata la possibilità di utilizzare anche procedure interne agli Enti per l’accesso agli incarichi dirigenziali, valorizzando professionalità già presenti nelle strutture.
Sul finanziamento ordinario degli Enti, il Ministero ha comunicato che le risorse non riferite a specifici progetti internazionali sono state ricondotte alla quota ordinaria. L’obiettivo dichiarato è ampliare i margini di autonomia degli EPR e rendere disponibili risorse utilizzabili, ove ritenuto opportuno, anche per assunzioni, progressioni e stabilizzazioni.
È stato, inoltre, comunicato che la disposizione relativa alla costituzione di un comparto del CCNL dedicato esclusivamente a Università e Ricerca, inizialmente ipotizzata nel decreto-legge sulla Pubblica amministrazione, con ogni probabilità non sarà inserita nel provvedimento. La questione resta aperta, anche a seguito delle riserve espresse dal Ministero dell’istruzione e del merito.
Il MUR ha, infine, espresso la disponibilità a definire un protocollo di intesa per gli EPR (a costo zero) volto a rafforzare l’autonomia effettiva degli EPR e a dare continuità allo spirito del d.lgs. 218/2016. Il Ministero si è impegnato a elaborare una prima serie di punti e a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali entro la fine di luglio 2026.
Le posizioni espresse da FGU-DR-ANPRI
FGU-DR-ANPRI ha ribadito la necessità di dare piena attuazione al d.lgs. 218/2016 e di rafforzare la tutela ordinamentale dei Ricercatori e Tecnologi degli EPR.
In tale quadro, è stata rinnovata la richiesta di attivare il Consiglio nazionale dei Ricercatori e Tecnologi (CNRT), previsto dallo stesso decreto, affinché alla rappresentanza dei vertici espressa da CoPER e CODIGER si affianchi una rappresentanza istituzionale della comunità scientifica e tecnologica.
La Carta europea dei ricercatori e le prerogative riconosciute ai R&T continuano infatti a essere applicate in modo disomogeneo e risultano spesso compresse da regolamenti, circolari e disciplinari interni più restrittivi delle leggi e del CCNL.
FGU-DR-ANPRI ha pertanto chiesto al MUR di esercitare con maggiore incisività le proprie funzioni di vigilanza, indirizzo e valutazione degli EPR a tutela della Ricerca (ai sensi del D.P.R. n.62 del 4 aprile 2025), anche per prevenire un contenzioso che troppo spesso costringe il personale a rivolgersi ai tribunali.
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Autonomia professionale e vigilanza del MUR
Sono state segnalate, negli EPR, alcune criticità ricorrenti:
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limitazioni improprie dell’attività lavorativa fuori sede prevista dall’art. 58 del CCNL;
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applicazione indistinta delle direttive sulla formazione del Ministro della P.A. del 2023 e del 2025, con percorsi amministrativi generalisti imposti anche ai R&T che già svolgono uno sviluppo professionale continuo;
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vincoli e autorizzazioni eccessivi sulla docenza esterna e sulle attività di diffusione della conoscenza;
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mancato rispetto della cadenza biennale delle procedure selettive ex art. 15 del CCNL, per insufficiente programmazione delle risorse o per tempi incompatibili con una reale valorizzazione professionale.
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Valutare le amministrazioni sulla capacità di sostenere la ricerca
FGU-DR-ANPRI ha evidenziato l’autoreferenzialità dei sistemi di misurazione e valutazione della performance (SMVP) degli EPR. Direttori generali, dirigenti e uffici vengono spesso valutati sulla produzione di atti, regolamenti e procedure, senza misurare adeguatamente se tali attività abbiano agevolato davvero la ricerca oppure prodotto ritardi, vincoli e inefficienze (Analysis n. 1 dicembre 2025).
È stato chiesto al MUR un indirizzo specifico affinché:
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gli obiettivi delle strutture amministrative siano collegati alla missione scientifica dell’Ente;
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la performance sia misurata mediante indicatori concreti, quali i tempi di acquisto, di rimborso delle missioni, di stipula dei contratti e delle convenzioni, di pagamento e di rendicontazione;
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i dipendenti, quali utenti interni, partecipino alla valutazione della qualità, tempestività, trasparenza e capacità risolutiva dei servizi;
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tale valutazione incida effettivamente sulla performance dirigenziale e sulle indennità di risultato, in applicazione degli artt. 7 e 19-bis del d.lgs. 150/2009.
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Confusione dei profili e rischio di snaturamento degli EPR
FGU-DR-ANPRI ha denunciato l’utilizzo dei profili di Tecnologo (i cosiddetti tecnologi gestionali) e CTER per l’inquadramento di personale che continua a svolgere prevalentemente funzioni amministrative ordinarie (funzionari amministrativi e CAM). Come ricordato dalla Ministra Bernini: «Ricercatori e tecnologi degli EPR non sono figure amministrative: producono conoscenza, sviluppano tecnologie, gestiscono infrastrutture e tengono l’Italia dentro le grandi reti scientifiche internazionali», (Analysis n.3 Giugno 2026).
Gli inquadramenti devono quindi corrispondere alle funzioni effettivamente svolte, senza confondere carriere, prerogative e risorse destinate alla ricerca: le controindicazioni sono dannose per tutti. Anche l’eventuale aumento della dirigenza amministrativa dovrà essere giustificato da reali esigenze organizzative, con trasparenza sui costi e obiettivi direttamente collegati al sostegno della missione scientifica.
Conclusioni
Applicare pienamente il d.lgs. 218/2016 è il primo passo; completarlo con uno stato giuridico per legge è la condizione per rendere stabile e realmente esigibile l’autonomia professionale dei R&T riconoscendo al MUR un ruolo unitario di indirizzo e coordinamento del sistema pubblico della ricerca.
La Segreteria Nazionale di FGU Dipartimento Ricerca

